Darsena dell’Orologio, epopea lunga 30 anni

Assegnata anche quest’anno la BANDIERA BLU per gli approdi. Una significativa storia per la nautica di Caorle. Dal 1993 al 2023, sempre premiata con il riconoscimento FEE.

La Bandiera Blu FEE 2023 riconosciuta alle spiagge di Caorle e alla Darsena dell'Orologio.

Quest’anno la Darsena dell’Orologio festeggia l’invidiabile traguardo della trentesima assegnazione consecutiva della BANDIERA BLU, nella sezione speciale dedicata agli approdi turistici. 

Il 2023 è dunque un’occasione per celebrare il prestigioso conferimento, ma soprattutto i trent’anni del Marina, che con i suoi 480 posti barca rappresenta sicuramente un fiore all’occhiello della variegata offerta turistica di Caorle.

L’opera dell’architetto Guido Impallomeni

La Darsena dell’Orologio è l’opera più importante dell’imprenditore Guido Impallomeni, mio padre, immaginata sin dai suoi studi universitari di architettura a Roma, quando nelle estati caorlotte ormeggiava la “Sisina”, una deriva di cinque metri e mezzo, in una cavana lungo il canale dell’Orologio a ridosso dei terreni agricoli di famiglia, fantasticando su futuri sviluppi. 

La fase progettuale fu lunga e complessa, interessando tutti gli anni settanta ed ottanta. Nel 1987 inizia la realizzazione dello scavo e della parte idraulica e dal 1990 le costruzioni attorno agli specchi d’acqua, ad oggi non ancora ultimate e di prossima realizzazione. Per la parte architettonica l’ispirazione è evidente: la Darsena dell’Orologio riprende i moduli colorati e semplici dell’architettura lagunare caorlotta, in un gioco di prospettive e volumi che si alternano, senza mai essere eccessivi, raggiungendo un effetto visivo armonioso. Papà Guido ha voluto ricreare le atmosfere del borgo di Caorle in chiave moderna.

Immagini della Darsena in costruzione negli anni '90.

Il Marina

Gli armatori che qui approdano da tutto il mondo (incontro americani, israeliani, sud africani ed europei) sono incantati dal luogo e mi riferiscono di provare un senso di pace, di vacanze e di evasione mentale, che mi rendono particolarmente orgogliosa.  

I primi posti barca furono venduti su carta quando l’opera non era ancora iniziata. Merita di essere citata fra le tante, la testimonianza di Argeo Benco, fisico nucleare responsabile della protezione dalle radiazioni del prestigioso Centro di Ricerca di Ispra, che ormeggiò qui la sua “Franca III”, prestigiosa barca d’epoca in legno dei cantieri Sciarelli. Amici e conoscenti lo prendevano per pazzo trovando eccessiva la fiducia nelle visioni di mio padre che vendeva un porto finito dove c’era solo un campo di mais! 

A partire dal 1991 papà, come ama raccontare, restituisce l’acqua a quegli stessi terreni da cui il nonno Luigi Dal Moro l’aveva tolta con la bonifica e varca per primo le porte vinciane con la sua imbarcazione. 

Mi suscita una grande emozione il racconto di quel giorno riportato dai Filippi, che da generazioni lavorano al nostro fianco: Claudio che suona festoso la tromba nautica del “Big Love”, la nostra barca, e Roberto da terra che applaude. 

Chissà cosa avrà provato nel veder realizzare con le sue sole forze un’opera così grandiosa, che tanto lo inorgoglisce negli anni della sua vecchiaia. Il riempimento dell’intero invaso della darsena fu completato in due fasi: la prima parte nel 1991, con uno sbarramento all’altezza dell’attuale reception, accogliendo i primi yacht, e poi tutta nel 1992.

La Bandiera Blu

Nel 1993 inviammo la richiesta della Bandiera Blu ed il conferimento fu motivo di grande orgoglio per mio padre, che negli anni mi ha incaricata di seguire il progetto attendendo maggio, il momento del conferimento, con il fiato in gola. 

Il trentesimo riconoscimento ed in particolare le attività istituzionali che svolgeremo nell’ambito dell’educazione ambientale (EE) e dell’educazione allo sviluppo sostenibile (ESD) 2023, saranno dedicate a lui e alla sua opera.

di Alessandra Impallomeni